lunedì 7 novembre 2016

Doppelganger

Con un paio di mesi di ritardo, esce il libro che mancava in questa dimensione: Doppelganger. Finalmente la popolazione mondiale, o almeno quella porzione di bipedi praticanti la lingua italiana, potrà dormire sonni tranquilli (ovviamente solo dopo aver ordinato una copia o due del suddetto libro su Lulu). Nonostante ogni persona sana di mente dovrebbe acquistare Doppelganger immediatamente e a scatola chiusa, pensavo, comunque, a una piccola presentazione del libro. Un libro piccolo, neanche 100 pagine (94, per l'esattezza), ma immenso per il progredire dell'infida razza umana. Ho declinato l'invito di alcuni giornalisti di testate importanti per un'intervista-lancio. Mai fidato dei giornalisti. Mi fido di me, però.

Emil: "Doppelganger è un libro che si legge in una giornata..."
Hieronymus Dee: "Sì, ma agisce nell'inconscio a fondo e lentamente. Piccolo, ma concentrato, per così dire."
E.: "... hm, sì. Come mai hai impiegato così tanto per scriverlo? Mi hai detto un paio di anni, o giù di lì."
HD.: "Oh, be', prima di tutto la scrittura non è la mia unica occupazione. E poi, mentre ero immerso nella stesura di Doppelganger, la casa editrice Delos mi ha chiamato per contribuire al suo 365 Racconti d'Estate..."
E: "Parli del racconto Il Picnic? Ti ha portato via del tempo un racconto di una pagina?"
HD: "Be', sì. Vedi, hm... comunque l'importante è che l'ho finito 'sto libro, no?" (Hieronymus Dee sghignazza sommessamente).
E: "Si... immagino di sì. Ci puoi dire in poche parole di cosa parla? Poche, anche perché... insomma, voglio dire... un tomo di 94 pagine" (Emil esplode in una risata chioccia).
HD: "Direi che il miglior modo per descrivere Doppel è quella di una bizzarra storia voodoo di ambientazione scandinava."
E: (Emil guarda Hieronymus con fare dubbioso).
HD: (Hieronymus Dee osserva Emil alzando un sopracciglio e sfoggiando un sorriso sbilenco).
I due restano così per un paio di minuti, senza dirsi nulla. Poi uno dei due da un colpetto di tosse e tutto diventa buio.

martedì 12 luglio 2016

"Doppelganger"

"Doppelganger" esce a settembre. Sì, lo so, per quella data uscirà anche il magnum opus di Alan Moore però, volete mettere? Il mio libro sarà lungo un ventesimo rispetto a quello del bardo di Northampton e se non vi sarà piaciuto avrete cestinato solo una settimana della vostra vita. "Jerusalem" di Alan Moore vi chiederà in sacrifizio almeno 2 o 3 anni (se siete persone che hanno un minimo di vita sociale). Qualcuno potrà replicare che, quantomeno, il libro di Moore potrebbe essere usato come arma contundente per la difesa personale o per intimorire i ladri se vi entrano dentro casa, però io sono contro la violenza, lo sapete. Inoltre, il mio sarà più portatile, lo potrete anche infilare in tasca e non vi procurerà ernie inguinali o scoliosi. Per finire, un'altra ragione per acquistare "Doppelganger" è che, in caso abbiate voglia di picchiarmi dopo averlo letto, sarò molto più raggiungibile rispetto a zio Moore (prendete il 118 tratta circolare, vi fate un tratto dell'Appia Pignatelli e siete arrivati). Ma sicuramente non avrete voglia di picchiarmi, anzi: proverete uno strano impulso nel ringraziarmi e adorarmi come un nuovo Thoth sceso tra i mortali (msgsblmnle). 

Hieronymus Dee, Quarto Miglio, Roma, 12 luglio 2016

"Riddarhyttan, Sweden", foto di Ewa Wikström

venerdì 11 marzo 2016

Il Voodoo secondo Emil Wikström

Non che sia un grande esperto della via Voodoo, tutt'altro. Però le volte in cui si presenta nella mia vita - attraverso qualcosa che leggo, un film, un post su FB o altro - avviene una vera e propria esplosione di sincronicità, tutte coinvolte con i Loa, in un modo o nell'altro. Tempo fa, leggendo Monna Lisa Cyberpunk di quel geniaccio di William Gibson, ecco che spuntano nomi come Maman Brigitte, Papa Legba, Loa e boom!, esplosione di sicnronicità a catena. Video musicali in cui non mi sarei mai potuto imbattere (vogliamo dirlo? Beyonce...) sono colmi di riferimenti alla via dei Loa. Locali in cui capito per caso hanno quadri che ritraggono Baron Samedì e il suo sigillo appeso in bella mostra tra i liquori. E poi, il Voodoo mi crea una nuova visione di interconnessione tra i più disparati sistemi magici - o scientifici, se preferite, per me non c'è differenza. Le tre figure più importanti e che conosco meglio del Voodoo (Papa Legba, Baron Samedi e Maman Legba) combaciano alla perfezione con le tre sephiroth superiori della Cabala: Kether-Papa Legba, Chokmah-Baron Samedi, Binah-Maman Brigitte. Non finisce qui. Osservate come questi tre superni si con-fondono in maniera naturale con i primi tre Arcani Maggiori: Kether-Papa Legba-il Folle, Chokmah-Baron Samedì-il Mago, Binah-Maman Brigitte-la Sacerdotessa. Potrei andare avanti all'infinito con le connessioni e le commistioni e le sincronicità in quei periodi - più o meno brevi - in cui mi imbatto nella via dei Loa. Ora è tutto tornato alla normalità - per quanto si possa definire normale qualsiasi cosa abbia a che vedere con Hieronymus Dee. I miei momenti Voodoo sono delle veloci scariche di adrenalina, durano un paio di giorni, forse una settimana o poco più. Non sarò mai un Houngan, non in questa vita - almeno credo. Non sarò mai neanche un profondo conoscitore della via Voodoo. So, però, che, prima o poi, i battiti di farfalla che muovono la vita mi sospingeranno nuovamente tra i sentieri che sanno di sigaro, sesso, morte e rum. E allora ricomincerà l'orgia di sincronicità.
C'è un'altra cosa, prima di lasciarvi andare. Non è fantastico di quanto una via così lontana dalle proprie radici fisiche possa imporsi così prepotentemente nel proprio Reality Tunnel? Mezzo italiano, mezzo svedese, con una passione viscerale per la Perfida Albione... cosa ci fa il Voodoo africano nelle mie vene? Si diverte, forse. Gli piace usare le arterie di chiunque come autostrade spiritiche. O forse, è vera quella favoletta che ci vuole tutti nati nel continente africano? Sia quello che sia, provateci anche voi. E se già avete avuto qualche esperienza con i Loa, mi chiedo se quest'esplosione di sincroncità è successa anche a voi.
Be', questa era la mia sul Voodoo.



    

mercoledì 17 febbraio 2016

Il Demiurgo siamo Noi

In fin dei conti credo che il Demiurgo degli Gnostici non sia altro che il nostro lato sinistro del cervello e, in particolare, la parte di noi stessi più attaccata al mondo cosiddetto "reale". Non credo in un essere malvagio (se è per questo non credo neanche in un essere buono, almeno non il "buono" come lo intendiamo noi). Ma credo nella nostra voglia, per lo più inconscia, di autosabotarci. Perché c'è una parte di noi (il Demiurgo, per l'appunto) che ci vuole sabotare? Credo che si tratti di un lato che si è formato da solo e che gli Esseri non avevano previsto. 
Piccola digressione: gli Esseri. Per Esseri, intendo Noi-stessi-Oltre. Il Noi-Stessi Ideale che vive nell'Iperuranio e che non conosce decadimento o imperfezione o altro. L'essenza più pura di quello che siamo. Nell'Iperuranio non esiste ovviamente né tempo né spazio. E' per questo che gli Esseri hanno plasmato il continuum spazio-temporale. Perché senza di esso non c'è evoluzione, non esiste la dinamicità. Kether, la sfera più alta, ha bisogno di Chokmah per sperimentare il dinamismo del Tempo e di Binah, la stabilità dello Spazio. Senza questi, come dicevamo, gli Esseri non esisterebbero, in quanto gli Esseri sono l'evoluzione Ultima di noi esseri umani. 
Qualcuno potrebbe argomentare che, se gli Esseri sono creature del mondo ideale Platonico, precedevano l'uomo e il nostro universo. Ma questa è una dissertazione che non ha molto senso, in quanto stiamo parlando, per l'appunto, di un mondo e dei suoi abitanti che vanno ben oltre la sfera del Tempo. Il prima e il dopo non esiste quando parliamo del mondo iperuranico. 
Qualcuno potrebbe anche argomentare sulla mia lucidità mentale. Ecco, qui sono disposto ad ascoltarvi. Ma shhhh!, il Demiurgo vi ascolta...



giovedì 11 febbraio 2016

Surfing Albert

E così sono state osservate, per la prima volta, le onde gravitazionali ipotizzate da Albert Einstein e dal suo collega Franco Battiato. E ora? Ora è un bel casino, perché le onde propagate per i quattro angoli (o erano cinque? Cinque. C'è sempre il cinque di mezzo.) dell'Universo arriveranno anche qui. Anzi, sono già arrivate e passate e stanno probabilmente continuando verso le porte di Tannhauser. Il bello è che le onde, modificano lo spazio e il tempo. Quindi, probabile che noi tutti e la palla azzurra su cui camminiamo, dormiamo, facciamo l'amore e la fila alla posta, ci ritroveremo indietro o avanti (o comunque spostati) nel tempo e nello spazio. La fregatura è che non ce lo possiamo godere 'sto changement universale. Perché, assieme al tempo e allo spazio, verremo cambiati anche noi. E' probabile, allo stato attuale delle cose, che siamo regrediti di venti o trent'anni (cinquant'anni, per quanto riguarda l'Italia), ma non lo sapremo mai, perché anche la nostra memoria è regredita. Quindi non crucciatevi. Questo coup de theatre (suona bene il francese, eh?) dell'Universo non ce lo godremo perché lo subiremo senza accorgercene. 
L'unico modo per goderci lo spettacolo del signor Rossi che, mentre va a lavoro sul suo jet a propulsione psicoplasmica, si ritrova a terra dentro un automobile che va a benzina (il tutto senza accorgersene), è quello di
alzare la puntina del giradischi (puntine di giradischi, vedete come siamo regrediti?). Come alzare la puntina dello spazio-tempo sta a voi, ognuno ha il suo metodo. Potete farvi rapire dagli Alieni, potete suonare il vostro tamburo sciamanico fino allo sfinimento, potete guardare attraverso gli occhi di VALIS o farvi un giro nel vostro Mindscape (notoriamente luogo al di sopra del tempo e dello spazio). Però fatelo, ne vale la pena.


martedì 26 gennaio 2016

sabato 16 gennaio 2016

Be Water my Friend

Ora, ammettiamo che quello che gli scienziati stanno iniziando a (ri)scoprire sia vero: che le leggi fisiche a livello quantistico possano essere applicate anche a livello macroscopico (cosa che Mr.Trismegister mi pare abbia scritto già qualche anno fa). Ammettiamo che anche noi esseri umani, così come un fotone o un qualsiasi elettrone, possediamo in noi stessi le qualità di onda e di particella. Una particella, da onda, diventa tale nel momento stesso in cui viene osservata. Noi, da onde (onde di probabilità) diveniamo particelle (corpi fisici) nel momento in cui veniamo osservati da chi? Dall'universo, immagino. O meglio ancora, dalla Matrice che sta al di fuori dell'universo tempo/spazio. Dalle intelligenze che vivono al di fuori della nostra sfera spazio-temporale. Quindi, secondo il mio sistema attuale di credenze (ed è un sistema mooolto dinamico), da Noi Stessi. Dal Noi-Stessi più alto e nobile e puro. Ma torniamo un po' indietro. Se siamo particelle, possiamo dire che dietro di noi (nel passato) e avanti (nel futuro) e nel parallelo (mondi paralleli), ci siano onde di probabilità di noi stessi. Ora, scientificamente, è stato provato che un fotone (quindi a livello quantistico) possa tornare indietro nel tempo sotto forma di onda e riprogrammare il suo stato attuale. E se, mi chiedo io, il piccolo si riflette nel grande e viceversa, cosa succederebbe se scoprissimo che non solo abbiamo davanti a noi pressoché infinite onde di probabilità di noi stessi, ma anche nel passato? Non credo che sia poi così azzardato ritenere che anche il passato possa essere cambiato. Sotto forma di onda di probabilità noi torniamo indietro e riprogrammiamo il nostro futuro, magari prendendo una strada che va a sinistra anziché a destra, scegliendo di mandare affanculo quel datore di lavoro oppure chiedendo scusa a quella persona che avevamo ferito o... insomma, avete capito. Le implicazioni a livello globale potrebbero essere più drammatiche ancora. Per assurdo si potrebbe tornare indietro nel tempo e uccidere Hitler prima che andasse al potere. Si sarebbe evitato l'olocausto? Forse sì, forse no ma, se, in caso affermativo pensate alle implicazioni nel mondo presente. Oppure, come diceva un Benigni ancora geniale e ancora non agente della Santa Sede, si potrebbe fermare Cristoforo Colombo e magari avere oggi una nazione di Nativi Americani guidato dagli anziani sciamani e dai trickster. Ora, la domanda che mi pongo, è: come trasformarci da corpi di particelle a onde di probabilità? Una risposta ovvia sarebbe con la morte. Solo che, ho come l'impressione che da morti si è meno in grado di controllare il proprio pensiero, la propria coscienza. Quindi, direi semplicemente attraverso il Sogno. Così come abbiamo preparatissimi astronauti, ci vorrebbero delle squadre di preparatissimi onironauti. Preparatissimi e assolutamente svincolati dalle multinazionali della guerra, del petrolio, della religione ecc... Torno nel mio piccolo ora. Penso a quei piccoli e grandi demoni che mi seguono spesso da tanti anni ormai. Trasformandomi in onda, posso tornare indietro nel tempo, ed evitare quelle situazioni in cui sono stati (inconsciamente o consciamente) evocati. Vi farò sapere. Se di qui a poco scompaio non preoccupatevi. Sono diventato un'onda.